Un pianoforte suonato dal vivo dal maestro Polloni farà rivivere le celebri immagini di Charlie Chaplin, uno dei più grandi attori, registi e cineasti del XX secolo.

Mercoledì 26 Dicembre 2018 - ore 17.30

Auditorium Comunale di Galzignano Terme (PD)

INGRESSO LIBERO


Charlie Chaplin

 

È con lui che è nato il mito del cinema e con i suoi film ha raggiunto, probabilmente, la forma poetica più alta.

Nato a Londra, Sir Charles Spencer Chaplin era figlio d'arte e grazie alla madre si appassionò al canto e alla recitazione, iniziando ad esibirsi con lei, a teatro, a soli cinque anni. Dopo varie esperienze entrò nella compagnia di Fred Karno, straordinaria palestra di talenti del calibro di Stan Laurel (lo Stanlio nel celebre duo comico con Ollio), dove si fece apprezzare per le sue pantomime, tra cui quella dell'ubriaco elegante.

Sbarcato negli Stati Uniti nel 1910 al seguito della compagnia, le sue gag acrobatiche entusiasmarono il pubblico, catturando l'attenzione di diversi impresari. Scritturato dalla Keystone, nel 1914 debuttò sul grande schermo con Per guadagnarsi la vita, cortometraggio in cui impersonava un aspirante giornalista a caccia di scoop.

Insoddisfatto della performance, Chaplin andò alla ricerca di qualcosa di originale, che gli consentisse di esprimere la verve comica e la formidabile mimica di cui era capace. Un pomeriggio entrò nei camerini e ne uscì vestito alla bell'e meglio, mischiando taglie diverse e applicandosi un ciuffetto di baffi finti. Nacque così la maschera di Charlot, che portò per la prima volta sullo schermo in Charlot si distingue.

Con il linguaggio del corpo e il ritmo frenetico dell'azione, ripresi dall'attore francese Max Linder, divenne la grande star del muto, recitando in oltre 70 pellicole, lasciando vere e proprie opere d'arte con Il monello, La febbre dell'oro, Luci della città, Tempi moderni e Il grande dittatore (il suo primo film completamente sonoro).

Albert Einstein andò alla prima del film “Luci della città” negli Stati Uniti in compagnia dello stesso Chaplin: quando gli spettatori li videro, si alzarono in piedi applaudendoli calorosamente. Allora pare che Chaplin abbia mormorato ad Einstein: "Vede, applaudono me perché mi capiscono tutti; applaudono lei perché non la capisce nessuno".

Una parabola artistica senza precedenti, che si completò con l'assegnazione dei due Oscar alla carriera, l'ultimo nel 1972, motivato «per aver fatto delle immagini in movimento una forma d'arte del Ventesimo secolo» e salutato dalla più lunga ovazione nella storia dell'Academy Awards. Ricevutone un terzo "retroattivo" per la colonna sonora di "Luci della ribalta" nel 1973, quattro anni più tardi, la notte di Natale, si spense nella sua residenza svizzera.

 


Tempi moderni

 

Nel 1931 Chaplin girò “Tempi moderni”,  un capolavoro del cinema muto.  Ecco come l'attore/regista descriveva il suo personaggio:

«All'inizio Charlot simboleggiava un gagà (una persona che tiene a farsi notare per come si veste) londinese finito sul lastrico [...] All'inizio lo consideravo soltanto una figura satirica. Nella mia mente, i suoi indescrivibili pantaloni rappresentavano una rivolta contro le convenzioni, i suoi baffi la vanità dell'uomo, il cappello e il bastone erano tentativi di dignità, e i suoi scarponi gli impedimenti che lo intralciavano sempre»

Durante una tournée europea in promozione del film Luci della città, Chaplin ebbe l'ispirazione per Tempi moderni traendo spunto sia dalle misere condizioni nelle quali era sprofondata l'Europa durante il periodo della Grande depressione, sia da una conversazione avuta con il Mahatma Gandhi, il quale Gandhi biasimò la tendenza "all'industrializzazione sconsiderata con in mente solo il profitto".

Chaplin iniziò la stesura della sceneggiatura del film nel 1934 con in mente di farne la sua prima pellicola "sonora", procedendo, quindi, a scrivere dialoghi e scene sonore. Tuttavia, egli abbandonò presto l'idea originaria convertendo il tutto in forma di film muto con effetti sonori sincronizzati, in quanto temeva che veder parlare il suo vagabondo avrebbe fatto perdere tutta la poesia del personaggio. Lo scetticismo di Chaplin riguardo al sonoro nei film veniva smentito in questi anni, tuttavia Tempi moderni rimase un film muto, pur contenendo alcune scene sonore. Queste erano filtrate da apparecchi, radio, riproduttori, ma mai un dialogo vero e proprio; celebre l'interpretazione di Je cherche après Titine (conosciuta anche come Io cerco la Titina o Nonsense Song), da parte di Chaplin con testo improvvisato in una lingua inventata (grammelot), misto di parole in francese, spagnolo e italiano spesso storpiate e messe assieme senza un vero costrutto.

Il riferimento alla droga nella scena della prigione è qualcosa di audace per l'epoca (in quanto il famigerato Codice Hays, entrato in vigore nel 1930, proibì ogni riferimento o rappresentazione di droghe illegali nei film); in passato, Chaplin aveva già fatto riferimento a sostanze illecite in uno dei suoi più celebri cortometraggi, Charlot poliziotto, uscito nel 1917.

Chaplin decise in seguito di abbandonare il personaggio che gli aveva donato la popolarità.

«Non potrebbe parlare, non saprei che voce usare. Come riuscirebbe a mettere insieme una frase? Per questo motivo Charlot ha dovuto darsela a gambe»

 


Si ringraziano:

 

Comune di Galzignano Terme

Cantina&Agriturismo "Il Pianzio"

Banca dei Colli Euganei

Farmacia Boschi di Galzignano Terme

Supermercato Despar Galzignano Terme

Ivan Impianti Termoidraulici