Meditazione

La Meditazione è uno stato d'essere, è una frequenza con cui si entra in sintonia, è un'emozione senza definizione.
Esistono moltissime tecniche per raggiungere questo stato, religiose e filosofiche, statiche e dinamiche, tutte accomunate dall'importante scopo di dissolvere l'illusione di separazione dal sè che questa esperienza di mondo materiale può creare.
La Meditazione è dunque il ritorno all'essenza, la riscoperta del proprio valore e la riconnessione con sè stessi e con il mondo.

Riflessologia

La Riflessologia è una antica tecnica di pressione e massaggio manuale che agendo su alcune parti del corpo come piedi, mani ed orecchie, (dove troviamo i punti riflessi di ogni parte dell’organismo) aiuta la persona che la riceve a ritrovare l’equilibrio psico-fisico, restituendo l’armonia di funzionamento tra gli organi, il sistema nervoso e la psiche, riportando l’equilibrio naturale di un individuo sano.

Il ruolo primario di questa tecnica è riequilibrare l’organismo aiutandolo a rigenerarsi in modo naturale nella più completa armonia. Tutto questo perché la prerogativa fondamentale della riflessologia è rilassare, drenare e stimolare l’organismo a riprendere da solo il suo equilibrio ottimale.

La riflessologia, inoltre, non conosce distinzioni di età, ma registra sorprendenti risultati sui bimbi in tenera età e sugli anziani. 

Con la riflessologia si ottiene un ripristino dell’equilibrio e una diminuzione immediata della sintomatologia attraverso un lavoro di allentamento delle tensioni e stimolazione di tutti i sistemi del nostro corpo verso il corretto e migliore funzionamento.

Con la riflessologia abbiamo:
- un rapido relax
- una miglioramento immediato delle tensioni della colonna vertebrale
- sistema immunitario più forte
- una stimolazione immediata nella funzione di tutti gli apparati
- abbassamento dello stress
- una aumentata lucidità mentale
- un buon drenaggio delle tossine
- bilanciamento della pressione sanguigna

Hata / Ashtanga Yoga

Questa giornata prevede la dimostrazione per il miglioramento dell'equilibrio di corpo, mente e spirito tramite la pratica di asana eseguite anche in sequenza dinamica Vinyasa e respirazione in sinergia con Hatha Yoga e Ashtanga yoga; Pranayama, l'energia vitale, con tecniche di respirazione Yoga e altre discipline affini; nozioni di filosofia dello Yoga; mudra, le posizioni energetiche; nadi e marma, canali e punti energetici; alla concentrazione e alla meditazione. Queste tecniche disciplinano il corpo e la mente, il tutto sempre volto a benefici psico-fisici-spirituali. Avanzando nella conoscenza dello Yoga con disciplina e costanza si attiva una migliore consapevolezza di noi stessi ottenendo migliori capacità di rilassamento, di concentrazione, di postura, di respirazione, ...

Goshin dô (AUTODIFESA) maschile e femminile

La giornata prevede la dimostrazione di autodifesa:
- Sicurezza personale: protezione preventiva
- Autodifesa: tecniche di base
- Controllo psicologico: respirazioni, autocontrollo
Obiettivo del corso sarà acquisire quella sicurezza che permetta di controllare la situazione durante un attacco improvviso e inaspettato.
E' rivolto a persone dai 16 anni in su con o senza esperienza nel settore. Si ispira alle migliori tradizionali arti marziali giapponesi, altre tecniche inerenti, e alle filosofie di autocontrollo Zen e Yoga.

Iridologia

Per me, non è una semplice analisi della struttura dell’organismo, ma è il ponte che ci unisce all’Anima. Non a caso si dice che gli occhi sono “lo specchio dell’Anima”!
Le iridi manifestano l’imprinting, la matrice mediante la quale affrontiamo l’esperienza di questa incarnazione.
Attraverso la lettura dei segni impressi sull’iride si rilevano le caratteristiche psico-emotive e fisiologiche ereditate dalla nostra famiglia ed acquisite durante l’esistenza, che ci danno il “via” ed il “modus operandi” formando così le nostre predisposizioni, attitudini e comportamenti.
L’iridologia può essere, dunque, un valido strumento per la conoscenza di sé, a tutti i livelli, o se vogliamo, in maniera olistica.

Cristina Alberti, naturopata e operatrice olistica

Attività esperienziali

I workshop proposti offrono un percorso di formazione esperienziale. Quest'ultima utilizza l'esperienza, nelle forme più svariate (giochi, simulazioni, attività pratiche, situazioni metaforiche, sfide), per stimolare le persone a mettere in campo le proprie risorse, competenze e limiti. L'esperienza vissuta sia essa fisica-sensoriale, cognitiva o emotiva, viene seguita da una fase di riflessione e concettualizzazione attraverso le quali il vissuto diviene un potente strumento di apprendimento e di autoconsapevolezza.

Le proposte di quest'anno hanno i seguenti titoli:
- "Sii gentile, togli peso e fatica alle tue giornate"
- "La grande libertà"

Zan Shin Budô

Si traduce in “mantenere lo spirito allerta” (“ZAN”= mantenere, “SHIN”= spirito). Si ha quando i sensi sono concentrati su un momento o un’ azione fisica o mentale “qui e ora”.

Zanshin è l’atteggiamento che manteniamo in un determinata situazione, che traspare nella maniera in cui ci comportiamo. Quando possiamo dire di essere in stato di zanshin? È sufficiente prestare attenzione a quello che facciamo? Secondo me no. E me ne sono reso conto in una lezione con Gandossi Sensei. Per mostrare una tecnica mi ha chiamato per fargli da partner. Quando la mia attenzione era tutta concentrata sulle sue parole, mi ha attaccato con shomen-uchi… inutile dire che ho quasi preso una mazzata sulla testa se non fosse stato per un repentino e istintivo ikkyo undo. Candido e sorridente come al solito Max mi ha detto “Guarda che io attacco sul serio”. In quel momento ero attento, ma ero in stato di zanshin? No di certo, la mia mente era concentrata su un unico aspetto e quindi il mio corpo non ha saputo reagire in tempo ed efficacemente alla minaccia.

Quando siamo in seiza a osservare il maestro di turno che mostra una tecnica, possiamo dire di essere in stato di zanshin? Secondo me se e solo se, non solo guardiamo con gli occhi ma osserviamo ogni minimo dettaglio, lo riproduciamo mentalmente, ci focalizziamo con tutti i nostri sensi su di esso possiamo dare risposta positiva alla domanda. Ed è proprio questo stato di assoluta fusione di corpo mente e spirito, focalizzati in toto sul qui e ora che ci permette di praticare al massimo delle nostre possibilità. Se guardiamo i movimenti ma contemporaneamente pensiamo a quello che dobbiamo fare il giorno dopo, a che ora inizia il nostro programma preferito o a quanto è carina una nostra compagna di dojo… certamente non siamo in stato di zanshin e non possiamo pretendere di praticare in maniera ottimale. Anzi, la pratica sarà lenta, distratta e poco utile. E così in ogni situazione, da quando siamo al lavoro a quando attraversiamo la strada questo stato mentale dovrebbe essere sempre presente al fine di dare sempre il massimo di noi stessi.

La postura, l’atteggiamento, lo sguardo, lo stato mentale e la concentrazione sono tutte caratteristiche necessarie per avere un corretto zanshin. Attenzione che deve essere generica a tal punto da darci una visione corretta e completa della situazione e dell’ambiente, ma al contempo sufficentemente particolareggiata da permetterci di affrontare un problema alla volta nella maniera piu efficente ed efficace possibile. Ma com’è possibile acquisire la capacità di visione del generale contemporanea a quella del particolare? A mio avviso un buon modo è la pratica del randori…ma questa è una storia che racconterò un’altra volta.

(Simone Lorenzi)

Mindfullness

Il “Protocollo Mindfulness Psicosomatica - PMP” è un sistema di sviluppo della consapevolezza globale di Sé e del benessere psicofisico che è stato elaborato sviluppato dall’Istituto di Psicosomatica PNEI del Villaggio Globale in oltre trent’anni di attività di promozione sociale e di pratica clinica medica, psicologica e psicoterapeutica su oltre 20.000 persone. Il Protocollo Mindfulness Psicosomatica utilizza la Mindfullness (respiro consapevole), le pratiche energetiche tradizionali (yoga, vipassana, tai chi, ecc) e le meditazioni dinamiche. La Mindfullnes è la capacità di portare l'attenzione al presente per stimolare un processo di benessere, diminuzione dello stress e maggior accettazione di sé. Fare "Mindfullness" significa prendersi cura di sé con gentilezza, in assenza di giudizio e con armoniosa fiducia nella propria capacità di stare bene!

 

Canto Vibrazionale

Il voice lab sarà una vera e propria esperienza all’interno del suono di ognuno di noi, dove a danzare e risuonare saranno le nostre voci e i nostri corpi-casse di risonanza!!! La fabbrica di suoni che creeremo avrà come tema LA TERRA e come mantra il radicamento nell’IO ESISTO, essere meraviglioso, nato LIBERO di esprimersi e dare VOCE al proprio mondo emozionale. Strumenti necessari: la propria voce, il proprio respiro e un UNICO cuore desideroso di VITA in azione, i colori saranno i nostri timbri e le nostre sensazioni. Requisiti: NESSUNO. Si lavora in gruppo, sarà un GIOCO di suoni e anche chi pensa di essere stonato o poco musicale o è un po’ timoroso di cantare si sentirà avvolto in un’armonia accogliente e si renderà conto che in questo contesto TUTTI POSSONO CANTARE MERAVIGLIOSAMENTE!!!

Energy Taping

Rivolto ad atleti e sportivi ma anche a tutti coloro che soffrono di disturbi legati ad una errata postura e/o comportamento, l'applicazione dei nastri mira a sfiammare o tonificare le zone interessate e a riportare l'equilibrio là dove era carente.

Vi invito ad entrare nel sito ufficiale EnergyTaping per ulteriori informazioni.

Nell'occasione della conferenza Maurizio Bastini esporrà i risultati ottenuti dall'applicazione dei nastri non solo in ambito sportivo ma anche sul piano energetico.

Earthing

E' una cura miracolosa, antichissima, semplicissima, e naturale. Il punto di vista di Earthing è che siamo sempre più malati, stanchi e soffriamo di infiammazioni croniche per un motivo ben preciso: non siamo connessi alla Terra e soffriamo una carenza di elettroni a causa di questo mancato collegamento. Possiamo ottenere una ricarica istantanea semplicemente mettendo i piedi nudi a contatto con la Terra. Il pianeta Terra è un organismo vivente che ci rifornisce naturalmente di energia quando entriamo in contatto con esso. Abbiamo perso la consapevolezza delle nostre radici "elettroniche" (nel senso degli elettroni). Le nostre scarpe, con le suole isolanti impediscono al cirucuito elettrico di funzonare correttamente, siamo disconnessi. Dormire direttamente sul suolo (con cuscini o letti conduttivi) o camminare scalzi ci equilibra energicamente poiché gli elettroni liberi della superficie terrestre ci pervadono e ci sintonizzano agli stessi livelli di potenziale e carica energetica della Terra. Questo riequilibrio può causare una leggera sensazione di bruciore e ci procura numerosi benefici.

Tai Ji

Non è solo un'arte marziale, è molto di più: è conformarsi con la natura.
I nostri gesti hanno perso naturalezza: alla fluidità abbiamo sostituito la forza; siamo come del ghiaccio che deve tornare ad essere prima acqua e poi vapore.
Per riappropriarci di questi principi non ci sono segreti, dobbiamo osservare la natura e seguire le indicazioni contenute nei classici del Tai Ji. Per questo sono di grande aiuto gli insegnamenti di maestri che non solo hanno una profonda conoscenza della cultura cinese ma anche padronanza del Tai Ji stesso. Come dice spesso il M° Wang Zhi Xiang: “la natura è il nostro unico maestro, io faccio solo da interprete...”.
Il Tai Ji è un concetto filosofico che riassume le leggi di interazione e di cambiamento di tutte le cose dell'universo; questo concetto, che trae origine dall'osservazione della natura, si riflette nei movimenti del Taijiquan.
Come si diceva, dobbiamo tornare ad essere vapore: il Tai Ji ricalca il ciclo dell'acqua. La pioggia cade (la gravità scende), poi il sole la fa evaporare e sale di nuovo al cielo (l'energia sale), si formano le nuvole e piove ancora.
Questa poetica immagine indica che: per far in modo che qualcosa possa salire, qualcos’altro deve prima scendere, sentire la gravità; e se qualcosa deve scendere, qualcos'altro deve prima salire.
Il movimento, quindi non deve essere mai in un'unica direzione, ma sarà caratterizzato da un continuo alternarsi di espansione e concentrazione; ci si armonizza con il "respiro della natura, il respiro dell'universo" lento ed armonioso ma forte ed inarrestabile.

Lavaggio Energetico Emozionale (LEE)

E' una tecnica innovativa e all’avanguardia, unica nel suo genere perché in grado, quasi sempre con una sola seduta, di apportare enormi benefici alla persona trattata. Il metodo è stato ideato ed elaborato dal Dr. Nader Butto, fondatore tra l’altro della Medicina Unificante e del Codice Umano, modelli pioneristici di un nuovo modo di concepire l’essere umano visto non più a compartimenti stagni, ma come Unità indivisibile. Il Dr. Nader Butto, medico e cardiologo israeliano, con la tecnica del lavaggio energetico ha messo a punto un metodo capace di liberare le emozioni rimaste intrappolate nell’anima (inconscio), favorendo in questo modo il “drenaggio” delle paure e delle tensioni in modo meccanico e organico. Stimolando alcuni punti chiave sul corpo si liberano così i nodi emozionali che provocano un senso di disagio e malessere e possono tradursi anche in disturbi organici. A livello emotivo, il LEE consente di elaborare le informazioni utili a completare il processo di elaborazione e apprendimento. Lo scopo del LEE è quello di liberare le emozioni intrappolate e non adeguatamente elaborate, causa, secondo questa visione, di blocchi energetici che, accumulandosi e perdurando, portano allo stato di malessere. In altre parole questa preziosa tecnica libera i blocchi energetici alla radice, non solo dinamizzando i chakra e i meridiani energeticamente, ma sbloccando il contenuto emozionale che ha provocato il blocco energetico. Comprendere i limiti e i blocchi del nostro passato, ricongiungere la loro influenza nel presente, cosa che tacciamo a volte anche a noi stessi. E’ un metodo di catarsi immediata (purificazione eliminazione di elementi dannosi), piuttosto semplice, Libera dalle emozioni negative, Scioglie blocchi fisici anche profondi, Riequilibra le Energie, e alla fine del processo dona Pace interiore, Accettazione, senso di Amore incondizionato, Libertà, Felicità, Chiarezza.

Campane Tibetane

Il cosmo ha avuto origine dalla vibrazione primordiale. Questo suono è l'OM ed il primo movimento vibrante delle campane tibetane ci fa entrare in contatto con la parte più profonda di noi stessi favorendo uno stato di benessere e di meditazione. Questo ci permette di ritrovare quella sensazione di unità tra corpo e spirito che ci appartiene ma che spesso dimentichiamo. Il corpo umano è un insieme di vibrazioni e onde. Le vibrazioni delle campane tibetane richiamano la frequenza armoniosa originale e stimolano così il corpo a ritrovare le proprie frequenze armoniose. Per i suoi effetti benefici il massaggio sonoro con le campane tibetane fornisce un rilassamento profondo e totale dell'organismo.

Numerologia

I numeri sono simboli universali, esprimono qualità forza idee e quantità. Ogni numero, possiede la propria caratteristica e specificità. Fin dai tempi antichi i numeri hanno rappresentato la forma più arcaica di interpretazione simbolica degli eventi umani e universali. L’esponente più conosciuto e significativo nello svelare la relazione tra i numeri e l’universo, fu il filosofo greco Pitagora, che visse nel VI secolo ac. Pitagora fondò una scuola di pensiero dove i numeri rappresentavano l’armonia su cui si basa la formazione dell’universo , nonché l’idea che i numeri fossero entità spirituali al fianco dell’uomo. La conoscenza di questo complesso universo di relazioni tra numeri e cose, costituiva per i pitagorici il vertice dell’apprendimento. Ogni numero rappresentava un archetipo ( modello tipico di comportamento) che recitava il proprio ruolo all’interno della psiche umana. Jung psicanalista svizzero, definì i numeri come archetipi dell’ordine, unità di misura che si manifestano tramite schemi di comportamento fisico e psichico. In passato gli archetipi erano vissuti come divinità o immagini mitiche, e la percezione di queste figure primordiali è comune a tutte le culture del mondo. Jung sostiene che i miti dei popoli, sono autentici esponenti dell’inconscio collettivo e la mitologia stessa, sarebbe una proiezione di questo serbatoio di energia psichica. L’uomo intuendo una relazione ordinata tra i vari archetipi, si è servito dei numeri come guida di interpretazione simbolica.

Yoga - "Il Respiro dona pace"

Respirare è ciò che ogni essere vivente compie, eppure sfugge alla attenzione dei più che il respiro è l’anello di congiunzione tra la dimensione fisica e quella metafisica. Semplice, continuo, silenzioso come ogni presenza viva e vitale, ci accompagna scandendo i passi della nostra vita. Chiede solo di donarsi per aprirci le porte della profondità del nostro essere che è: Sat Cit Ananda.

Biofonia

"Lo Yoga della Musica" è la via di guarigione del suono. Nella nostra epoca viviamo all'insegna dello stress accusando sintomi che ci dicono essere psicosomatici o meglio sintomi fisici influenzati dalla nostra mente come cefalea, insonnia, disturbi d'ansia, tensioni e dolori muscolari. L'istinto ci porta a cercare movimento inteso come ritmo, corsi yoga o similari per rilassarci e magari momenti in macchina o in casa dove ascoltiamo la nostra musica preferita. Il senso di questo lavoro vuole essere quello di correlare gli aspetti interculturali legati alla musica indiana con la ricerca di un'unificazione interiore attraverso la musica.

Yoga della Risata (Hasyayoga)

E' una forma di yoga che fa uso della risata autoindotta. La risata è un fenomeno naturale, e non necessariamente implica la comicità o la commedia. Da un'idea del medico indiano di Mumbay, Madan Kataria, ha avuto origine il primo Club della risata, in un parco pubblico, il 13 marzo 1995, con un minuscolo gruppo di membri attivi. Oggi si contano oltre 6000 club in 72 paesi circa che fanno di questa forma di yoga un fenomeno di portata mondiale. Le sessioni di yoga della risata iniziano con semplici esercizi di riscaldamento, che comprendono stretching, vocalizzazioni, battito delle mani e movimenti del corpo. Tutto ciò aiuta a far cadere le inibizioni e a sviluppare sentimenti di giocosità. Gli esercizi di respirazione si usano per preparare i polmoni alla risata; sono poi seguiti da una serie di “esercizi di risate”, che combinano elementi di teatro (azione sostenuta da tecniche di visualizzazione) con la giocosità. Questi esercizi, quando si combinano con le dinamiche di gruppo, portano a una risata incondizionata, prolungata e sostenuta. Gli esercizi di risate sono intervallati dagli esercizi di respirazione. Venti minuti di risate sono sufficienti per sviluppare benefici fisiologici importanti.

Shiatsu

Dal giapponese: shi dita, atsu pressione. E' un trattamento manuale le cui radici teoriche-pratiche derivano dalle antiche tradizioni filosofiche del lontano Oriente. Il padre dello shiatsu, Tokujiro Namikoshi, affermava: “Lo shiatsu è l’abbraccio della mamma al bambino”. Ha lo scopo di risvegliare e/o armonizzare le funzioni energetiche e le risorse vitali profonde dell’individuo e si avvale di tecniche e principi ben precisi. La modalità universalmente riconosciuta e peculiare di questo trattamento è la pressione perpendicolare, costante e/o modulata in modo ritmico, esercitata con il peso del corpo ed avvalendosi del centro vitale (hara, in giapponese o tan den, in cinese) dell’operatore, su zone, punti e meridiani energetici. Per esercitare le pressioni, si usano prevalentemente i pollici, ma secondo le necessità e gli stili, si possono utilizzare altre parti del corpo quali i palmi delle mani, gomiti, ginocchia, piedi. Il trattamento shiatsu viene fatto, normalmente su un futon (materassino di tradizione giapponese; entrambi i soggetti sono vestiti e non vengono utilizzati olii o creme.)